Come faccio a sapere se la scrittura fa per me?

By Serena Memoli No comments
Foto di Bich Tran da Pexels

Te lo sei chiesto tante volte, non è così?

“Come faccio a sapere se la scrittura fa per me? Se posso essere davvero uno scrittore?”

Non credere ci sia una risposta universale a questa domanda. Devi trovare la tua verità, dentro di te.

Cosa significa, per te, “scrivere”? Cosa ti fa provare?

Solo la risposta o le risposte che darai ti faranno capire se la scrittura fa per te. Sii sincero, mettiti a nudo e non tentare di barare con te stesso: se menti, la tua penna lo saprà. E non permettere alla tua verità di scontrarsi con quel muro di pietra invisibile che credi separi gli scrittori dagli aspiranti scrittori. Non c’è nessun muro, nessuna separazione, nessuna differenza.

Gli aspiranti scrittori non esistono. Esistono persone che scrivono, e che lo fanno per rispondere a un bisogno innato del loro spirito, e persone che non scrivono. Il numero di copie vendute dovrebbe essere una preoccupazione del tuo editore: perlomeno, non fa parte della verità che stai cercando adesso.

Sei uno scrittore se scrivi, PUNTO. Questo è il tuo dogma, la verità assoluta in cui devi credere ciecamente, l’assioma dal quale ogni altra risposta deve emanare. Tutto il resto, lo farà il tuo sentire.

Io ho impiegato un bel po’ – anni, per la precisione – a trovare la mia risposta a questa domanda; se ci ripenso, mi rendo conto che una parte di me l’ha sempre saputa, ma era come se fosse nascosta, appena sotto la superficie. Probabilmente, era destino che io e la scrittura ci perdessimo per un po’, prima di ritrovarci, così da ritornare l’una all’altra nel momento e nel modo giusto.

Oggi, alla mia cara sorella, Pagina Bianca, e a mio fratello Inchiostro, posso affidare la mia verità.

Scrivere è un tassello essenziale nel mio puzzle della felicità.

Vuol dire svegliarmi ogni giorno e uscire dal letto spinta dall’impulso e dalla gioia di creare, di mettere storie, personaggi, sensazioni e parole nero su bianco. Di far fluire la mia anima, i miei ricordi e tutte le mie esperienze sopra un foglio che poi racconterà sé stesso a qualcun altro.

Scrivere vuol dire avere il coraggio di udire, vedere, percepire più intensamente degli altri, di essere vulnerabili per donare le proprie corde più care a coloro che leggeranno.

Vuol dire aprire una porta su quell’universo meraviglioso e immisurabile che è il cuore dell’uomo.

Trovare il proprio personalissimo modo di unire i puntini e di raccontare con la propria voce, unica e inimitabile, l’avventura di essere umani.

Scrivere è trasformare il deserto in oceano, riempiendolo col proprio sentire.

Andare a dormire ogni sera con quel senso di appagamento che si prova soltanto quando hai onorato il giorno facendo quel qualcosa che senti di essere nato per fare.

Scrivere può fare bene e può fare anche male, perché vuol dire amare, odiare, patire, ridere e tremare insieme ai personaggi che sono usciti a forza dalla tua mente. Vuol dire onorarli, lasciando che siano loro a decidere per sè stessi, anche quando le loro scelte non vanno nella direzione che avevi immaginato.

A volte, scrivere vuol dire farsi leggere, nella speranza che il lettore riesca a sognare, attraverso le tue pagine, i sogni che tu stesso hai sognato. Altre volte, scrivere vuol dire far uscire dalla tua anima segreti che rimarranno per sempre rinchiusi in un cassetto.

Scoprire sé stessi e il mondo ogni giorno, e trovare questa scoperta sempre diversa, sempre mutata.

Essere perfettamente presenti all’atto creativo, e allo stesso tempo totalmente alienati dal mondo intero, dal resto della vita che scorre fuori dal foglio bianco.

Accettare il fatto che, tra la carne e il sangue, ci sarà sempre una parte di te fatta di inchiostro.

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